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martedì 17 luglio 2012

Non basta un "Lifting", ci vuole una rinascita!


Fabio Febbraio 




Devo dire che l’ annuncio di Berlusconi  sullo scioglimento del PDL, e la sua candidatura mi ha lasciato un po’ perplesso.  Credo che da Destra, si debba ammettere una volta per tutte che il PDL e i suoi antenati, hanno fallito, e con essi tutta la classe dirigente di questi partiti, fallimento culminato nel novembre del 2011, con le dimissioni da presidente del consiglio.
Al di là della figura di Monti, di cui discuteremo in un articolo successivo, credo che si debba ammettere che la caduta del governo Berlusconi non è avvenuta per colpa di Napolitano, o di fantomatici gruppi finanziari, ma è avvenuta principalmente per l’ incapacità di gestire una situazione di crisi, con un governo fortemente spaccato, e sotto il ricatto di una lega moribonda, anch’ essa fallimentare.
Qualcuno parla di “ventennio Berlusconiano” , quasi a voler evocare il “Ventennio Fascista”, ricorrendo, però, in un grave errore di calcolo, oltre che di contenuti politici. Berlusconi, negli ultimi 20 anni è stato al governo da Maggio al Dicembre 1994, Giungo 2001-aprile 2006, maggio 2008-novembre 2011, e quindi molto meno di 20 anni.
Ma torniamo ai fallimenti di questa classe dirigente.  La destra, nel 1992 risultava l’ unica forza politica uscita pulita da Mani Pulite, con un partito che si apprestava a diventare uno dei maggiori partiti di allora ( MSI e poi AN), lasciando però dello spazio al “centro”, dove magistralmente Berlusconi s’ infilò,  fondando uno dei partiti più votati di sempre ( FI e poi PDL).  Nel 1992 avevamo una grande opportunità. Io ero ragazzino e percepivo la Destra come quella forza politica capace di guidare il rinnovamento culturale del nostro paese, come quella forza che richiedeva pulizia dalla vecchia classe dirigente corrotta e fallimentare: era una grande opportunità, finalmente, per levare “la voce della fogna” ed uscire allo scoperto, portando in dono tutta la cultura che per anni era stata sottomessa e sottaciuta. Insomma il fallimento della Destra è stato soprattutto culturale nell’ ambito di questi ultimi 20 anni. Avevamo l’ occasione di dimostrare di  avere una certa idea dello Stato, dare priorità al sociale,  costruire un laboratorio di idee, di sintesi politica, che fosse in grado di trovare una sintesi tra Prezzolini, Gentile, Pound, Evola, Junger, De Benoist ma ripartire anche dal Del Noce, Longanesi, Turchi, Prezzolini,Accame, Isidori,   e valorizzare quanto in quel periodo avevamo, come giovani intellettuali, che ora più che mai sarebbero utilissimi alla causa,  e rispondere al bisogno da parte della gente di partecipare alla vita politica.
Avevamo l’ opportunità di dare una sferzata a quest’ Italia, e invece ci siamo ritrovati 20 anni dopo ad essere contro la magistratura, a difendere le porcate fatte dal Governo per tutelare poche persone, a votare la depenalizzazione del falso in bilancio, a votare condoni, a far uscire Domenico Fisichella, contrario da sempre al Federalismo, a votare una legge partitocratica, e a perdere qualsiasi collegamento con il mondo culturale di destra. Come se non bastasse, si è creato un “Poltronificio” come dice  De Turris, per familiari, conoscenti, amici e prostitute: siamo cioè diventati quello che combattevamo 20 anni prima. Come se non bastasse, si è messo a tacere anche il mondo giovanile, grande orgoglio della destra, con metodi più o meno ortodossi, creando di fatto una nuova classe dirigente quasi completamente ad immagine e somiglianza di quell’ attuale ( con qualche eccezione che ho avuto la fortuna di conoscere): generando così dei “giovani vecchi”.
In sostanza la Destra, in 20 anni è stata incapace di creare qualche cosa di alternativo a quello che c’ era 20 anni prima, con scandali giudiziari uno dietro l’ altro, con partiti sempre meno incentrati sul territorio, e con ricette iperliberiste da un lato, e ultaclientelari dall’ altro, annaspando in una gestione del potere burocratico.  Insomma un vero disastro, nato soprattutto dal fallimento culturale della Destra Politica, che ha sempre di più allontanato gli intellettuali, e la base, ossia le due fonti d’ ispirazioni di un partito politico che si rispetti.  Ecco perché oggi, dopo 20 anni di questo schifo, siamo chiamati tutti a combattere questo modo d’ intendere la politica, avere il coraggio di dire che siamo di Destra e non siamo con Berlusconi, Alfano, Larussa ecc.ecc.  e porre le basi per una nuova Destra, che in Italia è sociale, o non è!

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