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martedì 18 settembre 2012

Cogestione si, ma sia per tutti!






Sono anni che ormai si parla di Cogestione, senza però venirne a capo. Premesso che questo modo di gestire le aziende  è senz’ altro un modello auspicabile, riportando di fatto il concetto di “Lavoro” vicino a quello di “Capitale”, dando cioè al Lavoro il giusto peso nei processi aziendali.  Ma come andrebbe fatta questa Cogestione?  Di certo per i dipendenti dovrà continuare ad esistere il concetto di “Fisso” essendo il lavoro di per se un valore per le aziende, ed una parte variabile dipendente dall’ andamento dell’ Azienda.
Il Controllo deve essere trimestrale, così come è abitudine per le aziende.  La “Condicio sine qua non” è senza dubbio la trasparenza dei rapporti che dovrà essere regolata con leggi ben precise.  Questa tipologia di modello fa crescere la competitività su scala globale, creerebbe un surplus di denaro da mettere in circolo sul territorio in cui opera l’ azienda ( grazie alla divisione degli utili), e aumenterebbe la produttività, essendo il lavoratore “azionista” dell’ azienda il cui lavora: si darebbe, cioè, la responsabilità di quello che avviene anche al dipendente.  Il tutto però deve essere bilanciato da un processo di ridiscussione del concetto di “stipendio” per i Manager, che , avendo responsabilità maggiori, e anche uno stipendio maggiore, dovranno avere una parte variabile dello stipendio ( gli attuali dividendi) in linea con la fatturazione: se il trimestre si chiudesse in negativo, sarà il Manager in primis a vedersi decurtare lo stipendio in ragione del fatto che gli obiettivi preposti non sono stati raggiunti.
Questo chiaramente dovrà valere non solo nelle aziende, ma soprattutto nello Statale, dove Manager, Parlamentari, Assessori ecc. ecc. Dovranno “compartecipare” agli utili dello Stato o della società Statale, ma compartecipare anche alle Perdite.  Su questo punto abbiamo già avuto modo di parlare, ma vale la pena ricordare cosa proponiamo:
Il pagamento dei Parlamentari, o Manager Statali dovrà essere composto da 3 parti.
Una parte fissa e pagata normalmente ( immaginiamo tra i 2000-3000 euro netti al mese)
Una parte fissa pagata con i Titoli di Stato( Da quelli a 6 mesi a quelli a 3 anni).
Una parte variabile dipendente dall’ andamento dei Titoli di Stato: Se questi avranno un tasso d’ interesse alto, la parte variabile sarà esponenzialmente sottrattiva rispetto all’ interesse al di sopra di una certa soglia.
In questo modo si rendono i Parlamentari, Manager, “Azionisti” di quello che contribuiscono a far diventare la nostra cara Italia.
Quindi che sia Cogestione, ma lo sia anche per lo Statale.


Fabio Febbraio

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