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domenica 8 luglio 2012

Ricominciamo dal Mediterraneo!

Fabio Febbraio 




Lo “Spread” è diventato ormai un termine  di uso comune, a cui viene associata la differenza con i titoli di stato Tedeschi, e quindi il tasso con il quale l’ Italia si rifinanzia ad ogni scadenza degli stessi. Premesso che l’ Italia dovrebbe diminuire l’ esposizione verso i mercati ( nei quali si annidano pochi gruppi in possesso di molta moneta circolante, che hanno interesse a massimizzare il guadagno), come già espresso in altri interventi, andiamo ad analizzare un aspetto del finanziamento dello stato Italiano. In una fase così delicata della nostra Nazione, lo sviluppo dovrebbe essere ( come pare che sia) la priorità imprescindibile di ogni governo, in quanto il debito è rapportato al PIL, che risente direttamente dello sviluppo di un paese. Ad oggi, una delle più grandi opportunità mancate nella storia della nostra Nazione, è rappresentata  dallo sviluppo del sud Italia, che mai come oggi rappresenta un’ enorme risorsa a disposizione di chi ha a cuore le sorti del Belpaese, e vi spiego perché : ci troviamo di fronte ad un Nord Italia produttivo ma “saturo” dal punto di vista del costo del lavoro ( Basta pensare che il reddito pro-capite  della Lombardia si aggirava nel 2008 intorno ai 21.000 Euro, mentre in Campania si aggirava sui 12.000 Euro). Fermo restando che il dato della Lombardia è dovuto principalmente al fatto che è una regione produttiva, e quanto verrà di seguito non deve intaccare la redditività del Nord Italia,  credo che la differenze nel reddito possa essere letto come un’ opportunità per l’ Italia.  Ma come fare? La maggior parte delle regioni del sud Italia rientrano nelle regioni obiettivo della comunità Europea, ossia la comunità Europea finanzia lo sviluppo nelle regioni meridionali. Come si può ben comprendere per l’ Europa già riconosce due zone, in Italia, con differenti condizioni, allora che senso ha parlare di Spread Italo-Tedesco?  In sostanza l’ idea sarebbe quella di tener conto dei fondi Europei ( spesi secondo alcuni criteri che verranno illustrati di seguito), per abbassare lo Spread reale quando lo stato investe nel Sud Italia, perché il finanziamento dello sviluppo del Sud Italia è solo in parte esposto verso il mercato, essendo un’ altra parte proveniente direttamente dalla comunità Europea. Questo significa che risulta essere minore l’ esposizione verso i mercati,e quindi il governo dovrebbe avere diritto a finanziare queste regioni ad un tasso più basso. Il meccanismo alla base di tutto, è quello di considerare alcuni fattori che vanno a concorrere alla definizione finale dello spread: laddove si sostengono imprese con progetti che prevedano l’ assunzione ( quindi non intesa come contratti atipici) di un certo numero di persone, reinvestimento degli utili per l’ ammodernamento o miglioramento delle competenze dei lavoratori,investimenti  in ricerca finalizzata alla produzione di Brevetti Italiani, con l’ apporto di finanziamenti Europei, lo Stato Italiano, si finanzierebbe ad un tasso inversamente proporzionale all’ apporto dei finanziamenti Europei. Ad esempio si potrebbero detassare gli utili , e detassare anche l’ insediamento delle aziende.  Siamo però  di fronte ad una crisi produttiva nei paesi occidentali, quindi tutto questo potrebbe non essere sufficiente, e pensando a dei coefficienti perequativi, che tratteremo in un altro articolo,  si potrebbe iniziare da un settore nevralgico per ogni Nazione, e legato alle attività di Import-Export: il Trasporto.  La visione Italiana, dovrebbe avere due prospettive: quella del Nord Italia, che guarda verso il Nord Europa , e del Sud Italia che guarda verso il Mediterraneo: deve ritornare, cioè, una visione Geopolitica Euro-Mediterranea. Ad oggi la maggior parte delle merci dirette in Europa, provenienti dagli altri Stati, transitano per il Mar Mediterraneo.  Si potrebbe, pertanto, finanziare l’ autostrada del Mare ( tra l’ altro un incentivo è già presente), ed incentivare  il  trasporto su ferro, sfruttando infrastrutture già esistenti, e creandone delle nuove,  riportando al centro del Mediterraneo, il Sud Italia. In Campania, ad esempio, esistono due grossi Interporti, quello di Nola, e quello di Maddaloni Marcianise, ed un porto commerciale tra i più importanti d’ Europa, quello di Napoli: esistono, di fatto, le infrastrutture per un progetto del genere. Per rendere il tutto più organico, però, andrebbero migliorate anche le restanti infrastrutture del Sud Italia: ad esempio un asse di collegamento tra la storica porta d’ oriente del Sud, e il mar Tirreno, e tante altre ancora. 

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