Fabio Febbraio
Lo “Spread” è diventato
ormai un termine di uso comune, a cui
viene associata la differenza con i titoli di stato Tedeschi, e quindi il tasso
con il quale l’ Italia si rifinanzia ad ogni scadenza degli stessi. Premesso
che l’ Italia dovrebbe diminuire l’ esposizione verso i mercati ( nei quali si
annidano pochi gruppi in possesso di molta moneta circolante, che hanno interesse
a massimizzare il guadagno), come già espresso in altri interventi, andiamo ad
analizzare un aspetto del finanziamento dello stato Italiano. In una fase così
delicata della nostra Nazione, lo sviluppo dovrebbe essere ( come pare che sia)
la priorità imprescindibile di ogni governo, in quanto il debito è rapportato
al PIL, che risente direttamente dello sviluppo di un paese. Ad oggi, una delle
più grandi opportunità mancate nella storia della nostra Nazione, è
rappresentata dallo sviluppo del sud
Italia, che mai come oggi rappresenta un’ enorme risorsa a disposizione di chi
ha a cuore le sorti del Belpaese, e vi spiego perché : ci troviamo di fronte ad
un Nord Italia produttivo ma “saturo” dal punto di vista del costo del lavoro (
Basta pensare che il reddito pro-capite
della Lombardia si aggirava nel 2008 intorno ai 21.000 Euro, mentre in
Campania si aggirava sui 12.000 Euro). Fermo restando che il dato della
Lombardia è dovuto principalmente al fatto che è una regione produttiva, e
quanto verrà di seguito non deve intaccare la redditività del Nord Italia, credo che la differenze nel reddito possa
essere letto come un’ opportunità per l’ Italia. Ma come fare? La maggior parte delle regioni
del sud Italia rientrano nelle regioni obiettivo della comunità Europea, ossia
la comunità Europea finanzia lo sviluppo nelle regioni meridionali. Come si può
ben comprendere per l’ Europa già riconosce due zone, in Italia, con differenti
condizioni, allora che senso ha parlare di Spread Italo-Tedesco? In sostanza l’ idea sarebbe quella di tener
conto dei fondi Europei ( spesi secondo alcuni criteri che verranno illustrati
di seguito), per abbassare lo Spread reale quando lo stato investe nel Sud
Italia, perché il finanziamento dello sviluppo del Sud Italia è solo in parte
esposto verso il mercato, essendo un’ altra parte proveniente direttamente
dalla comunità Europea. Questo significa che risulta essere minore l’
esposizione verso i mercati,e quindi il governo dovrebbe avere diritto a
finanziare queste regioni ad un tasso più basso. Il meccanismo alla base di
tutto, è quello di considerare alcuni fattori che vanno a concorrere alla
definizione finale dello spread: laddove si sostengono imprese con progetti che
prevedano l’ assunzione ( quindi non intesa come contratti atipici) di un certo
numero di persone, reinvestimento degli utili per l’ ammodernamento o
miglioramento delle competenze dei lavoratori,investimenti in ricerca finalizzata alla produzione di
Brevetti Italiani, con l’ apporto di finanziamenti Europei, lo Stato Italiano,
si finanzierebbe ad un tasso inversamente proporzionale all’ apporto dei
finanziamenti Europei. Ad esempio si potrebbero detassare gli utili , e
detassare anche l’ insediamento delle aziende. Siamo però di fronte ad una crisi produttiva nei paesi
occidentali, quindi tutto questo potrebbe non essere sufficiente, e pensando a
dei coefficienti perequativi, che tratteremo in un altro articolo, si potrebbe iniziare da un settore nevralgico
per ogni Nazione, e legato alle attività di Import-Export: il Trasporto. La visione Italiana, dovrebbe avere due
prospettive: quella del Nord Italia, che guarda verso il Nord Europa , e del Sud
Italia che guarda verso il Mediterraneo: deve ritornare, cioè, una visione
Geopolitica Euro-Mediterranea. Ad oggi la maggior parte delle merci dirette in
Europa, provenienti dagli altri Stati, transitano per il Mar Mediterraneo. Si potrebbe, pertanto, finanziare l’
autostrada del Mare ( tra l’ altro un incentivo è già presente), ed
incentivare il trasporto su ferro, sfruttando infrastrutture
già esistenti, e creandone delle nuove, riportando al centro del Mediterraneo, il Sud
Italia. In Campania, ad esempio, esistono due grossi Interporti, quello di
Nola, e quello di Maddaloni Marcianise, ed un porto commerciale tra i più
importanti d’ Europa, quello di Napoli: esistono, di fatto, le infrastrutture
per un progetto del genere. Per rendere il tutto più organico, però, andrebbero
migliorate anche le restanti infrastrutture del Sud Italia: ad esempio un asse
di collegamento tra la storica porta d’ oriente del Sud, e il mar Tirreno, e
tante altre ancora.

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